Banda larga e regioni italiane: a Prato mix di tecnologie per azzerare il digital divide

Accordo tra Regione Toscana e Provincia di Prato per garantire banda larga ovunque entro due anni

Banda larga e regioni italiane: a Prato mix di tecnologie per azzerare il digital divide

Avanti tutta a Prato per rendere i collegamenti con internet più veloci ed abbattere il digital divide, per portare la banda larga a cittadini e imprese. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato il 19 luglio da Regione e Provincia a margine del convegno “Imprese e internet”.

L’accordo impegna complessivamente 1,6 milioni di euro (uno di competenza della Regione, 600 mila la Provincia) e nell’arco di due anni permetterà di portare la banda larga nelle zone che oggi ne sono sprovviste oppure sono raggiunte da connessioni di portata non sufficiente. Il piano d’azione prevede la copertura di parte del territorio con la fibra ottica e parte del territorio con tecnologie wireless.

“In tutta la Toscana abbiamo messo in campo un piano da 51 milioni di euro, di cui 12 solo per quest’anno – spiega la vice presidente della Toscana, Stella Targetti – è un programma che non vede coinvolta solo la Regione ma anche altri enti locali toscani, le scuole e le università, le associazioni di categoria, le Procure e i tribunali, e in cui rientra a pieno titolo la firma di oggi con la Provincia di Prato”. Nel programma regionale di sviluppo non a caso uno degli obiettivi, da qui al 2015, è la diffusione in tutto il territorio toscano della copertura in banda larga di secondo livello, oltre i 7 Mb per secondo.

“Le infrastrutture immateriali giocano un ruolo decisivo, al pari delle infrastrutture materiali, per il rilancio dell’economia locale – sottolineano il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri e l’assessore all’innovazione Alessio Beltrame – La posa di nuova fibra ottica e l’impiego di soluzioni wireless renderà possibile lo sviluppo della rete laddove gli operatori commerciali non intervengono perché non lo considerano abbastanza remunerativo”.

Fonte: intoscana.it

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