Banda larga e regioni italiane: i progetti della Basilicata

Per superare il digital divide la Giunta regionale vara un piano di rafforzamento delle dorsali di collegamento già pianificate nello scorso anno

Banda larga e regioni italiane: i progetti della Basilicata

Si rafforzano le azioni messe in campo dalla Regione Basilicata per garantire la diffusione della banda larga nelle aree rurali. La Giunta regionale ha approvato un piano di rafforzamento delle dorsali di collegamento a banda larga già pianificate nello scorso anno. Tale attività è finalizzata a rafforzare la copertura nei comuni di Accettura, Albano di Lucania, Aliano, Avigliano, Bella, Castelgrande, Castelsaraceno, Pescopagano, Pietragalla, Rotondella, San Chirico Nuovo, San Chirico Raparo, San Fele, San Severino Lucano e Viggianello.

Il progetto, promosso dall’Autorità di Gestione del PSR e dall’Ufficio Società dell’Informazione della Regione Basilicata sarà attuato con la Misura 321 del PSR Basilicata che garantirà 6 milioni di euro.

Il piano di rafforzamento approvato dalla Giunta regionale si affianca ad altre due azioni già in corso e finanziate per 7,15 milioni di euro con i fondi del Psr 2007 – 2013 e per 12,5 milioni di euro con i fondi del Po Fesr 2007 – 2013. Per tali progetti nelle prossime settimane si conoscerà il nome della società che dovrà avviare i lavori che dureranno circa due anni.

Il piano di rafforzamento delle dorsali approvato dalla Giunta regionale si è reso necessario a seguito di un monitoraggio effettuato nel 2012 dall’Ufficio Autorità di Gestione del PSR e dall’Ufficio Società dell’Informazione finalizzato a garantire una copertura uniforme delle aree rurali. Da tale analisi è emersa la necessità di un irrobustimento delle infrastrutture tecnologiche attraverso la pianificazione di ulteriori dodici interventi sulle centrali di secondo livello (per circa 4,5 milioni di euro) e la realizzazione di impianti di collegamento satellitari (per circa 1,5 milioni di euro). Una volta in funzione tali infrastrutture garantiranno, attraverso gli operatori di servizio fisso e mobile che accederanno alla struttura a parità di condizioni, l’accesso alla banda larga a cittadini, attività economiche e soggetti pubblici.

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