Banda larga e Unione Europea: parte la consultazione pubblica

Per Joaquin Almunia gli interventi statali non devono compromettere gli investimenti privati

Banda larga e Unione Europea: parte la consultazione pubblica

È notizia di pochi giorni fa: la Commissione europea ha appena aperto una consultazione pubblica sulla revisione delle “linee guide per l’applicazione della normativa sugli aiuti di stato in relazione allo sviluppo della banda larga”, per ottenere osservazioni atte a meglio comprendere come adattare gli attuali orientamenti agli obiettivi dell’Agenda Digitale europea.

“Il controllo dell’utilizzo degli aiuti di stato deve supportare gli obiettivi dell’Agenda Digitale, mantenendo tuttavia gli incentivi agli investimenti privati. In questo settore strategico, tanto più in questo momento di crisi economica, è necessario un quadro dinamico per l’applicazione delle regole sugli aiuti di stato che favorisca gli investimenti e la crescita dell’occupazione”, ha dichiarato Joaquin Almunia, Commissario europeo alla Concorrenza.

Quando le attuali linee guida sono entrate in vigore, nel 2009, l’intervento pubblico si è concentrato sulle zone rurali e remote in cui la copertura a banda larga non era disponibile a causa degli elevati costi di costruzione.

Le norme sugli aiuti di Stato hanno così assicurato che l’intervento pubblico non spiazzasse gli investimenti privati​, incoraggiando invece la costruzione di nuove infrastrutture in aree in cui i consumatori non avevano in precedenza possibilità di scelta.

Alla luce dei rapidi cambiamenti delle tecnologie e delle condizioni del mercato, la Commissione ha avviato nel 2011 la revisione delle Guidelines sugli aiuti di Stato nel settore della banda larga, con una prima consultazione pubblica da cui è emerso che le norme vigenti funzionano bene e non richiedono alcuna modifica di rilievo. Molti dei soggetti che hanno inviato il loro parere hanno però ritenuto che vi fosse spazio per ulteriori chiarimenti.

Il progetto di revisione degli orientamenti mira quindi a chiarire e semplificare le norme esistenti, per esempio, allentando alcune condizioni per gli investimenti nelle aree rurali.

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